I liquidi per le sigarette elettroniche

É ormai da qualche anno che si vedono in circolazione le sigarette elettroniche. Sono dispositivi a batteria ricaricabile per l’assunzione di un liquido dedicato. Nate con lo scopo di aiutare i fumatori a smettere di fumare, oggi trovano più applicazioni. Alcune persone effettivamente grazie alla sigaretta elettronica sono riuscite a eliminare la loro dipendenza da nicotina e successivamente ad accantonare quello schema rituale legato al fumo.

I primi modelli di sigaretta elettronica

Le prime sigarette elettroniche, alternative alla sigaretta classica, non emettevano vapori. Studi accurati però dimostrarono che questo fattore, più che altro visivo, infastidiva i consumatori predisponendoli all’abbandono. La motivazione più diffusa era che “non dava la stessa soddisfazione”. É infatti dimostrato che la dipendenza da fumo è così terribile non per gli effetti della nicotina sul corpo umano, comunque gravi, quanto per tutto l’insieme di gestualità che questo comporta, definendolo come rituale. Infatti le blande crisi di astinenza legate alla mancata assunzione di nicotina in un fumatore, si riducono a lievi mal di testa, spesso nemmeno percepiti.

É scientificamente dimostrato che il corpo umano si libera della nicotina assunta con le sigarette nell’arco di una settimana, massimo due. Tutto il resto, crisi di panico, nervosismo, nausee, assunzione incontrollata di cibo e simili sono a carico della componente psicologica della dipendenza da tabacco. I produttori di sigarette elettroniche hanno allora modificato i primi modelli rendendoli in grado di emettere un vapore per simulare l’emissione di fumo. Questo ha creato grande soddisfazione nel consumatore e da quel momento le sigarette elettroniche hanno cominciato a diffondersi. Se i primi acquirenti erano mossi da buone intenzioni e finalizzavano il loro acquisto all’eliminazione della dipendenza da nicotina, oggi non si può dire altrettanto. Sicuramente alcuni acquistano la sigaretta elettronica con questo intento, ma vi sono molte persone che cercano in essa il sostitutivo della sigaretta classica soprattutto sul luogo di lavoro, dove è vietato fumare.

La grande varietà di liquidi disponibili sul mercato

Vi è un momento in cui la legge in merito era un po’ confusa. Infatti vietava fumare nei luoghi pubblici, negli uffici, nei bar, nei cinema e altrove ma nulla diceva in merito alla sigaretta elettronica. I suoi consumatori si ritenevano dunque dispensati dall’applicazione della legge. Dopo svariate rimostranze da parte dei non fumatori, oggi non è consentito l’uso della sigaretta elettronica al pari di quella classica quando nel liquido svapato (verbo coniato appositamente e sinonimo di fumato) è presente anche un minimo di nicotina. Per liquidi privi di nicotina sta nel buon gusto del fumatore evitare o meno di diffondere i suoi aromi nei locali chiusi.

Esiste ormai sul mercato una grande varietà di sigarette elettroniche e liquidi dai diversi aromi e contenuti in nicotina. Di base tutti i liquidi per sigaretta elettronica sono composti da:

  • una soluzione di glicerina (VG) all’interno della quale viene disciolta o meno la nicotina;
  • glicole propilenico (PG);
  • acqua (H2O) in varie concentrazioni a seconda dell’uso richiesto.

A questi vengono poi aggiunti aromi diversi come:

  • fragola;
  • menta;
  • vaniglia;
  • liquirizia;
  • caffé;
  • cognac;
  • sigaro o pipa;
  • altro.

Il contenuto di nicotina varia da 0 mg/ml (0%) a 18 mg/ml (1,8%) dove si ottiene un effetto del tutto simile alle sigarette. Rimangono sicuramente esclusi i danni alla salute legati alla combustione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *